La rivoluzione Costituzionale. Alla riconquista della proprietà pubblica. Recensione su
11 Gennaio 2021

L’origine di tutti i mali che affliggono il nostro Paese, e molti altri Stati, è stato il radicarsi del sistema economico neoliberista che ha condotto alla diseguaglianza economica. Ѐ il neoliberismo con i suoi tentacoli maldestri e cinici a smantellare ogni principio costituzionale e in primis il principio di eguaglianza, alla base di ogni sistema democratico. Lo smantellamento dei principi fondamentali della Costituzione ha prodotto la fine dello Stato sociale e uno squilibrio profondo nel rapporto fra pubblico e privato

La Rivoluzione costituzionale

Subiamo attacchi da ogni fronte. Non è solo la pandemia che ci ha cambiato la vita e ci ha reso diversi, soli nelle nostre case, privi della socialità. C’è il caos nella politica mondiale e in quella del nostro Paese. Governi raffazzonati per rimpasti occasionali e governanti  di cui, tantomeno oggi con la pandemia in corso, non ci si può fidare per le inappropriate scelte riguardo i provvedimenti da adottare in una situazione d’emergenza qual è l’attuale. Ѐ questa incapacità gestionale dell’emergenza in corso la risultante di un’incuria politica e sociale  che ha luogo nel nostro Paese da molte legislature dove l’ultimo  e dimenticato riferimento di legge è stato ed è la prima  legge a cui riferirsi.

Il faro che dovrebbe illuminare chi ha in mano la gestione della cosa pubblica ci è stato consegnato dai 75 padri Costituenti 73 anni fa. Il faro è la Costituzione con i suoi 139 articoli che, se  fossero stati attuati realmente, avrebbero costituito la lanterna magica risolutoria dell’organizzazione di tutti i sistemi legati alla vita pubblica di uno Stato. Quella lanterna è tristemente spenta da troppo tempo e la Costituzione è stata oltraggiata, modificata, derisa e svilita dagli stessi che avrebbero dovuto attuarne i principi fondamentali.

E allora cosa fare in questi tempi di pandemia che ci relegano nelle nostre case isolati  da tutti, dietro un pc? Sarebbe importante,  essendo noi cittadini da tempo memorabile esautorati ad intervenire direttamente  nel contrastare la pessima gestione della cosa pubblica da parte delle istituzioni parlamentari, cercare di  fare analisi sui fatti e  gli sviluppi su quanto è accaduto negli ultimi anni di malapolitica in questo nostro disastrato Paese in cui è successo di tutto a danno della cosa pubblica, del patrimonio pubblico che è un bene primario del popolo, svenduto al miglior offerente. Così i pochi ricchi si sono sempre più arricchiti e i tanti già a disagio economico sono finiti sul lastrico.

Un’esposizione assai chiara su quanto è accaduto nel nostro Paese, con lo svilimento sistematico della nostra Costituzione ce lo offre nel suo ultimo libro ‘La Rivoluzione Costituzionale’ appena edito da ‘Diarkos’, il professor Paolo Maddalena,vice presidente emerito della Corte costituzionale e presidente dell’associazione di promozione sociale ‘Attuare la Costituzione’. Il saggio contiene pillole di saggezza illuminanti sulla storia della nostra Costituzione che pur scritta dai Padri Costituenti per ripristinare  quei diritti di libertà e di eguaglianza  che erano stati soppressi nei tempi bui del ventennio  fascista, non è mai stata pienamente attuata, ponendoci sempre alle intemperie di un’esistenza poco dignitosa e al rischio di una nuova società fascistoide, di cui da tempo si notano nel vivere civile molti effetti.

 L’origine di tutti i mali che affliggono il nostro Paese, ma anche tutti i popoli del mondo, è stato il radicarsi del sistema economico neoliberista che ha condotto alla diseguaglianza economica. Ѐ il neoliberismo con i suoi tentacoli maldestri e cinici a smantellare ogni principio costituzionale e in primis il principio di eguaglianza, alla base di ogni sistema democratico. Lo smantellamento  dei principi fondamentali della Costituzione ha prodotto la fine dello Stato sociale  e uno squilibrio profondo nel rapporto fra pubblico e privato . “ Come ogni cittadino, infatti, ha bisogno di un reddito  per assicurarsi ‘una vita libera e dignitosa’, così il popolo necessita di una  proprietà pubblica che possa garantire  a tutti , specie nei momenti di emergenza come quello provocato dalla pandemia da Covid-19, sicurezza, prospettive e cure. Ciò non può  che passare attraverso la (ri)nazionalizzazione delle industrie strategiche, delle fonti di produzione della ricchezza nazionale, dei servizi pubblici essenziali e delle fonti di energia” scrive il costituzionalista nel suo saggio.

Considerando la tragica situazione attuale legata alla Sars-Cov2 e alla diffusione dei contagi che fanno schizzare a singhiozzo l’indice Rt sopra la soglia di controllo, laddove potrebbe diventare incontenibile la diffusione e considerando anche  i  bollettini quotidiani che annunciano gli innumerevoli malati di Covid e l’impossibilità di curarli adeguatamente, si può facilmente evincere che il Paese non dispone di una Sanità pubblica efficiente. Chiedersi i motivi che hanno portato a questo limite nel non poter essere tutti adeguatamente curati, in caso di emergenza, è quantomeno doveroso e ci è dovuto conoscerli.

Ѐ sufficientemente noto che è stato selvaggiamente messo in campo un sistema di prevaricazioni inique  e truffaldine da parte della sanità privata che certamente non mira all’interesse collettivo, ma a tornaconti individuali. A tutto ciò ha dato sostegno l’attuale sistema  economico predatorio liberista, basato  sul ‘presupposto di una crescita continua e illimitata’. Presupposto che ha trovato un’immediata smentita, poiché l’intera economia mondiale è crollata, con il diffondersi in tutto il Pianeta del virus Sar-Cov2.

Se ne può dedurre che un sistema economico non può basarsi su ‘teorie astratte’, continuamente smentite dalla realtà, ma “si deve concretizzare – scrive Paolo Maddalena nel saggio – in un sistema produttivo che parta dalla distribuzione della ricchezza alla base della piramide sociale e considerare lo Stato, o meglio il popolo sovrano, come soggetto necessario per il buon andamento dell’economia stessa”. Andando alle radici del problema sarà necessario rivedere ab origine il concetto di proprietà privata e rivalutare il concetto di proprietà pubblica  ‘quali antidoti  costituzionali’ al sistema economico neoliberista. Secondo questo sistema economico predatorio, propedeutico a continue disparità fra ricchi privilegiati e poveri abbandonati al loro misero  destino, la concorrenza è un valore assoluto. Per il predatorio neoliberismo “ Tutto deve essere posto sul mercato, la ricchezza deve essere nelle mani di pochi e l’economia deve prevalere sul diritto. Un sistema che implica necessariamente la destrutturazione dello Stato democratico e che sta portando l’Italia (ma anche il  mondo intero) – scrive il costituzionalista-  a ritenere come valore soltanto il denaro e non la vita dell’uomo sulla Terra, producendo così un’insopportabile disuguaglianza economica

Non si può più aspettare. I tempi sono maturi per una Rivoluzione. Non quella armata, precisa Maddalena nel suo saggio. La proposta è di mettere subito in campo una Rivoluzione costituzionale che debba tenere conto della situazione globale che stiamo vivendo e della posizione deteriorata che il nostro paese sta vivendo rispetto all’Europa. Occorre, al proposito, evidenziare che non abbiamo consentito a cedere la sovranità monetaria, né lo avremmo potuto fare. “Il consenso è stato dato solo ad una limitazione in condizioni di parità con altri Paesi dell’Ue, al fine di creare un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni (art. 11 della Costituzione). Lo spazio di manovra dei nostri governanti nell’esercizio della funzione economica e monetaria in  rapporto con i poteri economici europei è stato sinora inutilizzato. Per di più è stato fatto intendere di aver ceduto la sovranità monetaria. Tutto ciò- scrive il costituzionalista- è stato solo il frutto di una menzognera propaganda neoliberista, che ha voluto favorire certi ‘manovratori’ dell’Ue, che si sono rivelati succubi della finanza e delle multinazionali, privilegiando i Paesi economicamente più forti, rispetto ai Paesi economicamente più deboli”.

Rivoluzione costituzionale. Ѐ un’impresa sicuramente ambiziosa e coraggiosa. Comporta un cambiamento radicale al nostro ordinamento giuridico. L’obiettivo non è assolutamente facile da raggiungere, anche perché perseguirlo prevede un’analisi approfondita di tutto ciò che non è andato per il verso giusto nella legislazione italiana. Legislazione che, in luogo delle leggi nazionali  e dei principi costituzionali, ha optato per un adeguamento improprio e dannoso alle ‘prescrizioni di carattere neoliberiste dell’Europa’ piuttosto che attuare i dettami della nostra Costituzione che prevale sempre sui Trattati europei. Questo darsi alla mercé dei poteri europei ha creato uno squilibrio  favorendo così la proprietà privata e “disconoscendo l’esistenza dell’istituto della proprietà pubblica”. Sarà necessario, al fine di riequilibrare il concetto di proprietà privata che oggi è a danno di quella pubblica, revisionare tutto il sistema finanziario e la reale consistenza del nostro debito pubblico che è perlopiù la risultante ‘di azioni speculative giuridicamente inidonee a creare diritti di credito’.

La lettura del saggio del professor Paolo Maddalena scorre veloce fra un assunto che appare davvero inconfutabile per quanto è vero, è giusto, è reale e l’altro con concetto concatenato al precedente. Una sequela di realtà che  appaiono chiare alla lettura e alla comprensione del testo. Realtà su cui si ha oggi più che mai necessità di riflettere. Un saggio che induce ad un’analisi profonda e ad appurare verità sostanziali che probabilmente tutti noi conosciamo, ma che necessitano di essere evidenziate e riordinate per trovare infine il bandolo della matassa, oggi terribilmente aggrovigliata. Il saggio ci offre il filo adatto per sbrogliarla e l’occasione per iniziare a schierarci dalla parte giusta. Dalla parte di chi ama la Costituzione e non ci sta a tradirla ancora.

Fonte: ‘La Rivoluzione costituzionale’- Alla riconquista della proprietà pubblica

Autore: Paolo Maddalena

Ed. Diarkos

Paolo Maddalena: giurista e magistrato italiano, giudice costituzionale. Vicepresidente emerito della Corte costituzionale

Presidente dell’associazione ‘Attuare la Costituzione’

Pubblicazioni:

 Paolo Maddalena, Gli incrementi fluviali nella visione giurisprudenziale classica, 1968, Iovene, Napoli.

Paolo Maddalena, Responsabilità amministrativa, danno pubblico e tutela dell’ambiente, 1985, Maggioli, Rimini.

Paolo Maddalena, Danno pubblico ambientale, 1990, Maggioli, Rimini.

Paolo Maddalena, Il territorio bene comune degli italiani. Proprietà collettiva, proprietà privata e interesse pubblico, 2014, Donzelli, Roma.

Paolo Maddalena. Gli inganni della finanza. Come svelarli, come difendersene. 2016, Donizelli, Roma.

Alba Vastano

Giornalista

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