Pompei, l’eco di un tempo lontano: intervista a Giuseppe Cusano
13 Febbraio 2023

Pompei è come una leggenda. Esiste nei racconti mitici e viene nominata tra le prime bellezze dell’Italia. Non l’ho ancora visitata e forse è per questo che ne sento le suggestioni ma non la percepisco come vera, come una città un tempo splendente e brulicante di vita. Le immagini che tutti noi conosciamo sono della sua immutabile bellezza immortalata dalla tragedia e la nostra mente fatica a vedere oltre l’immobilità degli affreschi e delle persone diventate ormai delle statue. Eppure, l’archeologo Giuseppe Cusano, merito dei suoi studi e della sua esperienza, riesce nell’impresa e ci riporta Pompei all’antico splendore, la rende viva e cosmopolita, come doveva essere prima che il vulcano ne perpetuasse per sempre le vestigia. Le vie e i vicoli della città si animano man mano che le pagine scorrono e come in una ricostruzione 3D il lettore o la lettrice sente i profumi e le voci di chi ha abitato in quelle case e attraversato quella terra. Il libro, scritto partendo dalla mitica fondazione fino ad arrivare all’egregio lavoro di scavi e di restauro chiamato Grande Progetto Pompei, in pieno svolgimento, è un lungo viaggio alla scoperta di Pompei come non l’avete mai vista. Infatti, Cusano ci racconta curiosità inedite, scorci insoliti, fonti che solo gli appassionati conoscono; un testo divulgativo che ha il sapore del romanzo e che ci dà una panoramica molto esaustiva di come doveva essere vivere nell’antica sede, delle sue evoluzioni nel tempo e di cosa avvenne in quel tragico giorno del 79 d.C.

“Fino al 2018 si riteneva che il Vesuvio avesse eruttato il 24 agosto, anche se l’ipotesi autunnale era già in piedi da diverso tempo. I vari manoscritti delle due lettere inviate da Plinio il Giovane a Tacito-in cui lo scrittore riferisce delle operazioni di soccorso messe in atto dalla flotta di Capo Miseno, condotta da suo zio-riportavano mesi e giorni diversi nel periodo compreso fra agosto e novembre, cosa che si spiega con gli errori di trascrizione dei copisti del Medioevo. La possibilità di una data più avanzata era già stata ventilata dopo aver osservato che molti pompeiani vennero travolti dai flussi piroclastici con indossi abiti troppo pesanti per l’estate.”

Intervista al link: https://elisabettabarberio.it/pompei-leco-di-un-tempo-lontano-intervista-a-giuseppe-cusano-diarkos/