L’economia cinese contemporanea - Analisi Difesa
2 Dicembre 2024

L’opera di Alberto Gabriele, esperto delle Nazioni Unite di problematiche di sviluppo economico, “L’economia cinese contemporanea” (Diarkos 2024), offre un’analisi approfondita delle politiche di ricerca e innovazione che hanno caratterizzato la crescita economica della Cina negli ultimi decenni. Questi aspetti sono fondamentali per comprendere come la Cina sia riuscita a emergere come una potenza globale, non solo dal punto di vista economico, ma anche tecnologico. 

Gabriele analizza la diversità delle forme di proprietà in Cina, evidenziando come queste siano evolute nel contesto delle riforme economiche. Le “imprese non capitaliste orientate al mercato”, come le imprese rurali e municipali, giocano un ruolo cruciale nel panorama economico cinese. Queste aziende, pur non essendo completamente assimilabili alle imprese private occidentali, hanno contribuito significativamente alla crescita economica del paese. L’autore sottolinea che la varietà delle strutture aziendali è stata fondamentale per il successo della Cina negli ultimi decenni, sfidando le narrazioni tradizionali che tendono a semplificare la realtà economica cinese. 

Insomma, la nascita e lo sviluppo di un’ampia gamma di imprese non capitaliste orientate al mercato, insieme all’evoluzione degli assetti istituzionali che li hanno resi possibili, è stata il vero pilastro fondamentale della performance di crescita della Cina che dura ormai da quasi mezzo secolo. 

Fin dall’inizio delle riforme economiche, un punto di vista molto diffuso tra gli economisti era che l’obiettivo finale dell’intero processo di riforma dovesse essere quello di sbarazzarsi il più possibile dell’influenza dello Stato nell’economia, completando così la “transizione” e trasformando la Cina in una normale economia capitalista moderna. 

Si è invece realizzato molto schematicamente un processo di riforma guidato dallo Stato che si è articolato in tre fasi 

  1. dai primi anni Ottanta alla metà degli anni Novanta, prima apertura alla concorrenza e ingresso di nuove imprese nel mercato; 
  2. dalla metà degli anni Novanta al primo decennio del XXI secolo, “Afferra il grande e lascia andare il piccolo”;
  3. dal secondo decennio del XXI secolo, ristrutturazione e corporativizzazione di grandi imprese statali. 

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