Carlos Alcaraz il volto nuovo del tennis mondiale - Datasport
5 Gennaio 2026

Da sempre le grandi rivalità sono il nutrimento per creare i campioni assoluti. Conosciamo il nuovo fenomeno spagnolo in aperta contrapposizione con Sinner – Riccardo Crivelli – Carlos Alcaraz il volto nuovo del tennis mondiale - Diarkos Editore – Pag. 226 – Euro 16.90.

di Giuliano Orlando

La Spagna, già terra di toreri, da anni si conferma serbatoio di campioni della racchetta, quella del tennis.  Non ancora del tutto tramontata la star Rafael Nadal, nato nell’isola di Maiorca, collezionista di slam e Open in aperta concorrenza con Federer e Djokovic, da El Palmar, popoloso villaggio nella comunità della Murcia, regione della Spagna meridionale, spunta il nome di Carlitos Alcaraz, nato il 4 maggio 2003 da mamma Virginia e papà Carlos. Famiglia dove il tennis è pane quotidiano. Il ragazzino impugna la racchetta prima di andare a scuola e dimostra di possedere il tocco in più. L’autore Riccardo Crivelli, firma storica della “rosea” nel recente passato ha scritto e non poco sulla noble art, passando poi al tennis dove ha trovato quei campioni di cui dissertare, che latitano nel pugilato. Prima di illustrare con dovizia di particolari e la brillantezza di una prosa che lo contraddistingue, la nascita dell’ultimo fenomeno iberico, ha raccontato le carriere di Rafael Nadal (2023), Novak Djokovic (2024) e Jannik Sinner (2025) sempre per Diarkos, casa editrice romagnola. Quella di Carlitos, oltre che completare un poker d’assi è il preambolo di un percorso che per altri rappresenta il primo vagito, mentre il poco più che ventiduenne ispano ha già firmato trionfi nei tornei più prestigiosi, cancellato primati di precocità, di altrettanti fenomeni precedenti o ritenuti tali. Precoce in tutto, realizza il sogno che restò precluso al papà, giovane promettente ma privo di sostegno economico, dovette rinunciare alla carriera. Riuscita a Carlitos grazie all’iniziale sostegno della Postres Reina, azienda murciana di dolci derivati dal latte. Che fa parte ancora oggi degli sponsor. La prima trasferta a dieci anni nel 2013, in quel di Pola in Croazia, dove vince il primo Master della carriera. Al quale ne seguono tanti altri, molti dei quali vinti. A soli 14 anni e nove mesi conquista il primo punto Atp giocando in casa a Murcia, dove batte l’italiano Federico Gaio numero 292 del mondo. Che decenni dopo diverrà il coach di Jasmine Paolini. Il cammino di Carlitos è variegato con alti (moltissimi) e bassi (pochi), in uno sport che richiede fatica fisica e soprattutto forza mentale. Il murciano ha il dono del talento che nessuno vende, ma soprattutto è ancorato a principi inculcati dai nonni e dai genitori, la sua vera forza, quando scivola, ovvero spezza la continuità delle vittorie, che sono comunque tante, tantissime. Nel 2019 a 16 anni lascia il nido e si trasferisce a Villena nella provincia di Alicante, all’Equelite Sport Accademy, gestita da Juan Carlos Ferrero, antico numero uno al mondo nel 2003. Nello stesso anno, dopo aver perso all’esordio lo Slam Junior al Roland Garros e quello di Wimbledon, passa definitivamente al professionismo. In aprile aveva vinto lo Challenger di Alicante, battendo in finale Jannik Sinner in tre set. Il primo scontro che diventerà nell’immediato futuro un classico. Inizia il 2020 all’Atp 500 di Rio de Janeiro grazie ad una wild card entrando nel tabellone principale dove supera il connazionale Ramos Vinolas n. 41 del ranking. Non ha ancora compiuto 18 anni! A Trieste conquista il primo torneo Challenger, superando tra gli altri il quasi coetaneo Lorenzo Musetti. Diventa il secondo vincitore di un torneo di categoria dietro al suo idolo Nadal e sale al numero 220 al mondo. Debutta e si impone agli Australian Open nel 2021, poi si inceppa nei successivi quattro tornei a cui partecipa. Al Master 1000 di Madrid, incrocia per la prima volta Rafa Nadal, in quel momento troppo forte, uscendone nettamente sconfitto (6-1, 6-2). Ugualmente, riceve i complimenti del maiorchino, che simpaticamente lo paragona ad un’insalata: “E’ come quando fai un’insalata e metti tutti gli ingredienti dentro. Lui li ha tutti per diventare un ottimo giocatore”. Infatti, nella stagione successiva, nello stesso torneo, con Alcaraz salito nei Top 10, arriva la nuova sfida nei quarti e stavolta il non più verde guerriero maiorchino, deve cedere alla baldanza del rampante connazionale. Tra i due ci corrono sedici anni e undici mesi. La battaglia è palpitante ma alla fine la spunta l’emergente fenomeno murciano. Completando l’opera ai danni di Djokovic, mai affrontato prima, vittorioso dopo una battaglia durata 3 ore e 15 minuti. A seguire queste sfide anche Sua Maestà Felipe VI di Spagna. In finale sul campo centrale “Manolo Santana”, trova il tedesco Zverev che liquida in 62 minuti. Semplicemente favoloso. In un solo torneo ha battuto i numeri 1 (Djokovic), 3 (Zverev) e 4 (Nadal), del ranking.  A proposito di record, Nadal non perdeva contro un connazionale dal 2016. Le sfide contro gli italiani appassionano non poco. All’Atp 500 di Amburgo, ci pensa il toscano, quasi coetaneo, Lorenzo Musetti a metterlo sotto, prendendosi la rivincita della sconfitta sopportata a Trieste. Mentre agli Us Open di New York per superare Sinner nei quarti impiega cinque ore e quattordici minuti, dopo che Jannik aveva sfiorato la vittoria nel quarto set. Carlitos supera in semifinale l’idolo di casa Tiafoe e in finale il norvegese Ruud. La sua prima vittoria in uno Slam 1000. Che lo ripaga con due milioni e seicentomila dollari. Indimenticabile. A 19 anni e mezzo è il più giovane numero 1 al mondo. Qui mi fermo, per dare ai lettori il piacere della scoperta di un campione assoluto, ormai stabilmente al vertice, sempre che un certo Sinner sia d’accordo. Duello destinato a illuminare i prossimi anni. Nella parte conclusiva scoprirete il suo particolare stile di gioco, la rivalità e anche l’amicizia con Sinner, il rapporto con Juan Carlos Ferrero, la Fondazione a suo nome, con l’obiettivo di aiutare la pratica sportiva ai bambini sprovvisti dei mezzi economici necessari per fare sport. Seguendo la scelta di altri big, quali Federer, Nadal e Djokovic. Al contrario di colleghi che hanno scelto paradisi fiscali (Montecarlo è il più vicino), Alcaraz risiede alla periferia di Alicante, nella Comunità Valenciana. Paga le tasse nel suo paese con un’aliquota complessiva del 47,2 % dei suoi guadagni. Ama gli scacchi, è scaramantico. Lo stufato di carne che gli prepara mamma Virginia resta il suo piatto preferito, tifa Real Madrid. Lo segue una psicologa, ama i film d’azione in particolare “Rocky Balboa” uscito nel 2006. Con una sorpresa: l’attore preferito non è Sylvester Stallone, ma Will Smith. La vita sentimentale attualmente appare ancora in fase sperimentale, per eccesso di offerte. Il team formato quasi   esclusivamente da famigliari. Lo scorso luglio una figurina autografata da Carlitos nel 2022 è stata pagata 208.000 euro. Infine, l’intervista diretta, da leggere fino all’ultimo punto.                                                                                                                                              

  Giuliano Orlando                       

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