Del mondo non si decide più sui confini. Si decide negli stretti. Suez, Hormuz, Malacca, Bab el-Mandeb: nomi che sembrano lontani, ma da cui dipende ogni giorno l’equilibrio globale. Di questo tratta Geopolitica degli Stretti, di Antonio Leone (Diarkos) È qui che passano il commercio, l’energia, i rapporti di forza e di potere. È qui che si gioca una nuova forma di guerra, sempre meno silenziosa ma oggi più che mai decisiva. In questo libro l’autore rilegge il pensiero di Carl Schmitt per decifrare il presente: un mondo in cui la contrapposizione tra terra e mare non è solo geografica, ma politica, giuridica e strategica.
Se la terra rappresentava l’ordine, il confine, la sovranità, il mare è oggi lo spazio fluido del conflitto, dove il controllo dei flussi vale più della conquista dei territori. Gli stretti e i canali diventano così chokepoints, i veri nodi del potere globale: spazi ibridi, fragili, contesi, in cui si esercita una pressione capace di piegare intere economie senza bisogno di dichiarare guerra. Con uno sguardo che unisce teoria e strategia, filosofia e realismo, Geopolitica degli stretti offre una chiave di lettura potente e originale per comprendere il nostro tempo.
“Il fulcro dell’analisi è rappresentato dai chokepoints, stretti e canali marittimi concepiti come luoghi strategici dove si intrecciano economie globali, interessi politici e tensioni militari. Attraverso lo studio di casi di rilievo e il confronto con la tradizione geopolitica classica, il volume mostra come questi spazi ibridi rivestano un ruolo decisivo nella ridefinizione delle egemonie mondiali e nella gestione dei conflitti. Se il mare è da sempre simbolo di instabilità e movimento, è proprio in questa sua natura che rivela la propria importanza strategica e si mostra non come spazio del caos, ma come luogo in cui si ridefiniscono continuamente le misure dell’ordine globale (…) Gli stretti e i canali marittimi non costituiscono semplici infrastrutture tecniche, si rivelano piuttosto come luoghi in cui si manifesta con particolare chiarezza la fragilità dell’ordine globale e la persistente attualità del politico”, scrive l’autore, Antonio Leone, capitano di lungo corso e comandante navale, nella premessa di questa interessante opera.
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