Autore PIERLUIGI MORESSA

Titolo CATERINA SFORZA

Collana BIOGRAFIE

Argomento BIOGRAFIE

Uscita in libreria

PROSSIMA USCITA

Pagine 336

Prezzo 16.00

Formato 0.00x0.00 cm

Legatura brossura con alette

EAN 9788836161560

CATERINA SFORZA

Una donna capace di strategie spietate, vedova di tre mariti, esperta di studi alchemici, indomita e audace. Una donna guerriero.

La figura di Caterina Sforza si innalza sullo sfondo delle vicende rinascimentali che attraversarono l’Italia e l’Europa. Figlia del duca milanese Galeazzo, data in sposa ancora bambina al conte Girolamo Riario, si trovò in Romagna a capo di uno Stato piccolo per superficie ma strategico negli equilibri di potere della penisola.
Il suo operato, secondo i racconti e la tradizione orale, oscilla tuttora fra storia e leggenda. Caterina apparve signora capace di strategie spietate, virago dagli appetiti erotici insaziabili, vedova di tre mariti, esperta di studi alchemici. Certo è che seppe mantenere a lungo il proprio dominio entro un sagace equilibrio fra le potenze maggiori del tempo, cedendo, con l’onore delle armi, solo all’esercito del Valentino, condottiero intenzionato ad acquisire un vasto potere nel cuore dell’Italia.

L’eco della sua caduta non fu senza conseguenze; la presenza di Caterina Sforza venne avvertita a lungo ove si combattesse con vigore e audacia per conservare l’indipendenza di fronte a un più forte nemico. Il suo ultimo figlio, Giovanni dalle Bande Nere, fu condottiero e uomo d’armi celeberrimo nel Cinquecento; divenne capostipite della dinastia medicea destinata a reggere, lungo i secoli, il granducato di Toscana. Il volume tiene conto dell’aspetto storico e leggendario della contessa e ne traccia la biografia in forma di lungo racconto, la cui trama è accompagnata dalla narrazione di vicende appartenute a un’epoca sontuosa e segnata dall’assenza di scrupoli per la conservazione del potere.

Figura di donna guerriero, Caterina intese esaltare la bellezza e la salute secondo le prescrizioni di un ricettario che diede conto di lunghe sperimentazioni e di una cultura tradizionale tipica delle ricerche dell’epoca. La contessa seppe conservare il valore degli avi e lo spirito di suo padre. Fino al termine della propria vita volle proclamare il senso di fierezza della stirpe sforzesca e l’incarnazione di un
valore destinato, forse per sempre, a far stupire il mondo.