Società Segrete, poteri occulti e complotti, recensione di Historical Eye
14 Ottobre 2021

Lo scorso agosto Diarkos mi ha inviato il libro di Roberto Paura, Società Segrete, poteri occulti e complotti, al fine di realizzare una guida alla lettura o comunque una recensione.
Ho appena finito di leggerlo e queste sono le mie prime impressioni, seguirà la guida alla lettura e forse un intervista all'autore per il podcast L'Osservatorio.

Cominciamo con il dire che la prefazione/introduzione in cui si parla e osservano le fallace della teoria QAnon, è molto interessante, così come è molto interessante il racconto e la ricostruzione delle varie teorie cospirative che si sono susseguite nei secoli.

Il libro parte da un racconto storico, abbastanza dettagliato, anche se, da per scontate alcune informazioni che a mio avviso forse era meglio inserire nel libro, per una maggiore comprensione dei fenomeni da parte dei lettori.
Senza troppi giri di parole, il libro è interessante, ma ha delle mancanze, che, se inserite, avrebbero alzato di molto il valore dell'intero volume.

Un elemento mancante, che mi è dispiaciuto non incontrare, soprattutto perché nei primi capitoli si affrontano le teorie del complotto di epoca illuminista, è il Realismo Politico di matrice Hegeliana. Hegel è stato tra i primi filosofi ad ipotizzare quello che oggi definiamo "realismo politico" ovvero la teoria per cui la politica mente a priori e per varie ragioni. Può mentire per interessi "politici", economici, sociali, culturali, personali, bellici, ecc, in definitiva, indipendentemente dalle motivazioni, la politica (attraverso i politici) ed il potere, mentono, in modo più o meno ampio.

Aprire una parentesi sul realismo politico, o quanto meno accennare a tale teoria, in un saggio che affronta il tema del complottismo, per quando mi riguarda, è di estremamente importanza, perché così facendo si fornisce al lettore, uno strumento di analisi dei fenomeni che si vanno a raccontare, rendendo il tutto più chiaro, tuttavia, la sua assenza non discrimina troppo la narrazione generale.

Altro elemento che mi è dispiaciuto non incontrare, è un accenno alle origini dell'ordine dei Rosa Croce. Ordine che viene citato e chiamato in causa in diverse occasioni, ma in merito al quale, non viene detto che le origini dell'ordine sono ignote, sia in età moderna che contemporanea, non ci viene detto l'ordine "vero e proprio" appare solo nel XVIII secolo, e che prima d'allora abbiamo solo vaghi riferimenti simbolici, disconnessi e scostanti, e questo indirettamente, fa si che l'ordine venga percepito dal lettore come un ordine "millenario" , strutturato e organizzato, che sopravvive attraverso i secoli, percezione che, tuttavia, non coincide con la realtà storica dell'ordine.
Una delle ipotesi più accreditate riguardante l'origine dell'ordine dei rosacroce vedrebbe la nascita effettiva dell'ordine solo in età illuminista, appropriandosi di una simbologia antica e millantando, da parte del fondatore, una diffusione molto più ampia di quella effettiva (si ipotizza che alla sua nascita l'ordine contasse poche decine di affiliati, ma si raccontava come un ordine composto da migliaia di persone).
Sia il realismo politico che i "rosacroce" (per quanto ne sappiamo) sono figli dell'epoca illuminista, e, visto il background e le opere passate dell'autore, che ha pubblicato tre libri relativi alla rivoluzione francese, periodo del terrore ed età napoleonica, mi aspettavo maggiore attenzione e puntualità su questi punti.
Per intenderci, dall'autore di un libro intitolato "Storia del Terrore. Robespierre e la fine della Rivoluzione francese" mi aspettavo che venisse dato decisamente più spazio alla figura di Robespierre e le varie teorie cospirative legate al periodo del terrore, che, non fraintendetemi, vengono presentate, ma in forma molto marginale.
Mi aspettavo che il contesto filosofico e culturale del XVIII e XIX secolo venisse raccontato, non solo per fare da sfondo alla narrazione delle teorie cospirative che circolavano in quegli anni, ma anche, e soprattutto, per ragionare, insieme al lettore, sulle origini di quelle teorie cospirative.
Questo elemento, espressione dei due elementi sopracitati, purtroppo manca e questo purtroppo mi dispiace perché toglie tantissimo ad un libro che invece poteva dare tantissimo.
In conclusione, il libro di Roberto Paura è è un racconto quasi cronistico, delle varie società segrete e teorie cospirative ad esse collegate, che si sono succedute nei secoli, ma gli manca quello slancio in più, quella componente più analitica e riflessiva, sui fenomeni storici che va a raccontare che lo avrebbe reso un piccolo tesoro storiografico.
Come saggio di carattere divulgativo è sicuramente molto interessante, la narrazione è avvincente, densa, divertente e mai noiosa, ed è un vero peccato che manchi quella decina di pagine, quel capitolo, quella postfazione analitica, in più.
Ne consiglio la lettura ma con riserva, nel senso che richiede molta attenzione da parte del lettore, e, per essere compreso a pieno, a causa dell'assenza di alcuni elementi di contesto, sono necessarie diverse conoscenze storiche e filosofiche addizionali.

Link al post: https://www.facebook.com/historicaleye/photos/a.531970463561959/4393429680749332