I 100 metri sono una coltellata e una carezza, uno sparo nel buio o un colpo di luce accecante. Sono l’evento più atteso al mondo insieme con la finale dei Mondiali di calcio. Per un essere umano correre è la cosa più naturale e apparentemente la più facile, ma stendere sotto i piedi 100 metri è come camminare sulle acque, una tempesta che si placa solo dopo l’arrivo. Raccontare i 100 metri è un po’ raccontare la storia dell’uomo, della sua evoluzione, dei metodi (e dei trucchi) per correre il più veloce possibile, per rompere il muro del suono terrestre: Claudio Colombo e Fabio Monti, due giornalisti dalla smisurata cultura e competenza sportiva, si sono fatti carico di mettere in fila le emozioni e le storie dello sprint: una vivisezione delle gare che hanno fatto la storia, degli uomini e delle donne che l’hanno scritta. Il risultato è un libro di 428 pagine dal titolo secco come uno sparo dello starter: I cento metri. Sottotitolo: Storie, leggende e protagonisti di 100 sprint da ricordare.
Il primo re di Olimpia è l’americano Thomas Burke: è il 1896 e l’americano ruba la scena e il racconto iniziale di Colombo-Monti. Vince il primo oro nella storia dei Giochi e mette un piede nella storia, ed è un’impronta pesante tanto da non esserne ancora uscito: ad Atene centra la vittoria nei 400 metri, unico ad avercela fatta. Da Burke in poi, il libro è una volata mozzafiato. La prima volta delle donne arriva nel 1928, Giochi di Amsterdam. Le finaliste sono solo 4, le altre due fuori gara per falsa partenza. L’oro è dell’americana Robinson, portata in pista da un insegnante di scienze che l’aveva vista correre per non perdere l’autobus. Ecco, Burke e Robinson sono la preistoria dei 100, ma anche le colonne portanti del più grande spettacolo dopo il big bang. O, anche solo dopo il bang. Ci sono Owens e Carl Lewis, la grande truffa di Ben Johnson e la Grande Bellezza di Usain Bolt, l’uomo che ha spostato i confini dello sprint in un territorio che nessuno ha più calpestato. Bolt a Pechino nel 2008 e poi a Berlino nel 2009 dove ha fissato quel 9”58 che è il record del mondo attuale e anche il limite degli umani.