Un italiano arruolato in Francia: la storia del legionario Perrini - Il Giornale
21 Febbraio 2023

Per gentile concessione della casa editrice Diarkos pubblichiamo un estratto del nuovo libro di Danilo Pagliaro e Alessandro Cipolla, «O tutti o nessuno!». Vita da legionario. Un italiano nella legione straniera

Mi ero presentato alle porte della Legione la prima volta al centro di arruolamento di Fort Saint-Nicolas, a Marsiglia. Non posso negare che oltrepassare quella linea, in un forte vecchio più di trecento anni, avesse il suo fascino. Intere generazioni di legionari erano passati di lì, tra cui personaggi leggendari, come il principe georgiano Dimitri Amilakvari, il colonnello Philippe Erulin, il tenente colonnello Pierre Paul Jeanpierre.

 

Si bussava, si chiedeva l’arruolamento e ti portavano dentro per le visite mediche e la selezione. All’interno c’è un molo e da lì, per gli arruolati, l’imbarco diretto per l’Algeria. Ils étaient tous passés par le même chemin. Avevano fatto tutti lo stesso percorso. Traversai il cancello che tagliava il muro di mattoncini marroni e calpestai lo stesso suolo dove erano passati loro. Ma scoprii che c’erano dei cambiamenti in corso, e da lì fui spedito al centro di Malmousque, dove avrei potuto chiedere di essere arruolato. Non lo presi come un presagio, ma in quella occasione mi rimandarono a casa, con la possibilità di ripresentarmi con un po’ più di allenamento. Avevo fallito il test di Cooper,
inventato dall’omonimo medico della Nasa. Il test era piaciuto ai militari, perché rende bene il grado di resistenza dell’individuo alla fatica e il suo allenamento.

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