L'INUTILE VOGLIA DI MIGLIORARE SE STESSI
VARIA
160
14.00
14.00x21.00 cm
brossura con alette
9788836166077
Negli ultimi vent’anni l’umanità ha prodotto migliaia di libri su come migliorarsi. Risultato: siamo più ansiosi, più stanchi e continuiamo a litigare con i parenti su WhatsApp. Questo libro parte da una domanda radicale: e se il problema non fosse che devi migliorarti?
Questo non è un libro motivazionale. È peggio: è un libro onesto. Tra neuroscienze reali, filosofia applicata alla vita quotidiana e un'ironia che fa male nei posti giusti, l'autore – sociologo, fattorino di pizze, osservatore clinico della tragicommedia umana – smonta metodicamente l'industria del self-help e propone una soluzione rivoluzionaria: smettere di aggiustarsi. Non troverai “sette passi per il successo”, ma Jung, Kahneman, Cioran, Gottman, Carol Dweck e una quantità imbarazzante di studi peer-reviewed citati en passant tra un dentista inquietante e una piscina-bidet filosofica. Troverai fallimenti epocali, relazioni sentimentali discutibili e ventinove capitoli in cui si dimostra, con dati alla mano, che la felicità obbligatoria è una truffa emotiva e che chi dice «credi in te stesso» spesso non sa usare nemmeno un tostapane. La tesi è semplice, e ha l'appoggio della letteratura scientifica: forse non devi migliorarti. Forse devi solo smettere di fingere di essere qualcun altro. Questo libro non cambierà la tua vita. Ma potrebbe farti ridere mentre la stai vivendo. E statisticamente è già un enorme progresso.