“Teoria della fragilità”. Intervista a Roberto Gramiccia - Cultura e dintorni
20 Gennaio 2026

a cura di Antonio Mari

Gramiccia, lei si confronta da anni con il tema della fragilità. Termine “polisenso”, come definito in riferimento alla nozione di della Volpe, parola spesso svuotata del suo senso intimo. Vuol raccontarci perché questo “pallino”? E cosa significa, realmente, essere fragili?

La parola fragilità è effettivamente usata quasi sempre in modo superficiale: consolatorio o, peggio, arrogante e irrisorio. In realtà dietro questa parola, appunto “polisenso”, si nasconde un universo di significati che giustifica, a mio giudizio, l’elaborazione di una organica teoria. È quello che ho tentato di fare con questo saggio antiaccademico ma ambizioso: una proposta ma anche una provocazione rivolta a tutti e a tutte. La ragioni di questo “pallino” come lei dice, che io preferisco chiamare “rovello” se non addirittura “ossessione” (non ho esitazioni a definirlo così) affondano le loro radici nella mia pluridecennale esperienza di medico sul campo e, anche, di copartecipe impegnato delle vicende e delle lotte di coloro che soffrono le contraddizioni e le ingiustizie vergognose di una società divenuta tecno-capitalistico-feudale.

Continua al link: https://www.culturaedintorni.it/wp/teoria-della-fragilita-intervista-a-roberto-gramiccia/